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mercoledì 24 marzo 2010

Acquacoltura. L'affaire Montesi


Nei comizi di questi giorni risentiamo i tribuni di Primavera Andreolese dissertare, con la consueta onestà intellettuale, di acquacoltura.
Facciamo un passo indietro, per impedire, come al solito, che sia consegnata alla memoria solo una parte della "storia", quella gradita a lor signori.

Rispetto alla questione acquacoltura, l'ultimo ricordo  consentito dall'agiografia ufficiale risale al 1997, e contempla Pino Stillo e Pino Commodari mentre strepitano contro l'acquacoltura, citando De Gregori, in piazza e dalle pagine del Foglio di Militanza Comunista (cfr. FMC 25.05.97 pagg. 4/5). 
Eppure, costoro non sono esattamente gli ultimi arrivati, il "rinnovamento che avanza": la loro carriera di amministratori, al lavoro per il nostro bene, inizia ventidue anni or sono, con la lista della "Tromba". Eletti con quella lista, nel maggio 1988 (sindaco Samà), saranno vicesindaco il primo (fino alla cacciata, per lotta intestina), e assessore alle finanze (cioè al dissesto) il secondo.
Ma cosa c'era scritto, nel programma della "Tromba", a pag. 5, nel 1988? Ecco il riquadro originale:


"Riteniamo di grande utilità l'attuazione dell'impianto di acquacoltura prevista nel PRG...risposta concreta ai problemi dell'occupazione...S.Andrea punto di riferimento..." ecc.
Bisognava dunque fare l'acquacoltura, non verso Alaca come poi è stata fatta, ma direttamente al Vallone di Bruno, e non per opera di una cooperativa.
Chi era, allora, il benefattore che aveva proposto al Comune, perché fosse incardinato nel P.R.G., un progetto così convincente da essere considerato "risposta concreta ai problemi dell'occupazione", e come tale recepito nel programma della Tromba per le nuove elezioni del 1988? Ecco l'organigramma, preso dalle carte mandate allora al Comune:


Ed ecco la promessa, il pronostico, la buona novella: 29 assunzioni a tempo indeterminato, e 23.000 giornate annue a tempo determinato:


Se molte suggestioni di questo disegno suonano familiari, e ricordano da vicino il protocollo d'intesa e il correlato progetto preventivo di oasi naturalistica siglato tra Amministrazione comunale e Legambiente nell' aprile 2007 ("...Oltre che dalla famiglia Montesi, proprietaria della superficie interessata dal progetto di istituzione di area naturalistica, l’idea è sostenuta dall’amministrazione comunale di S. Andrea Apostolo dello Jonio, Legambiente ed Aiab [...] le ricadute occupazionali potranno essere comunque significative, in particolare si prevede l’impiego di guide storico-naturalistiche...corsi di formazione professionale...possibile costituzione di una Cooperativa..." eccetera eccetera) è perchè i protagonisti sono sempre loro: certi "amministratori", ieri trombettisti oggi primaveristi, da una parte, e la famiglia Lucifero/Montesi dall'altra. In un intreccio ormai antico, che agli andreolesi è costato caro, come sa bene chi si ricorda del cavalcavia realizzato al Vallone di Bruno al posto del sottopasso Cupito (per il quale le Ferrovie chiesero i danni al Comune), del capannone della “Sentinella” dei Lucifero, e del disastro (accettato senza battere ciglio) del taglio di migliaia di ulivi secolari ad “Unusa” e a “Taverna”. Un intreccio infine, e questo è solo uno dei paradossi, fattosi assai stretto, come si vede dalle carte, proprio nel periodo in cui si stavano arbitrariamente occupando i famosi 113 mila mq di terreno, quando fare tempestivamente il proprio dovere di amministratori, invece di ammiccare a questi disegni, avrebbe forse reso inutile la farisaica chiamata a un sit-in di protesta in costume da bagno vent'anni dopo.

Noticina finale: come faccio io ad avere queste carte? Risposta: le ho perché me le diedero loro, chiedendomi di parlarne alla Festa dell'Unità, in Marina, il 13 agosto 1988. Moderava il dibattito Cesare Ranieri. C'erano seduti accanto a me Vittoria D'Alò, Sergio Genco, Mimmo Frustagli, il sindaco Samà.  Credevano che avrei esclamato, assieme a loro, "Viva Montesi"! Invece dissi che restava "aperta la questione del latifondo, legato alla nostra storia come un tacco di oppressione e sfruttamento sul collo della nostra gente", e che "non potevamo dimenticare".
Don Primo Mazzolari ha scritto che chi non è rivoluzionario a vent'anni è senza cuore, ma, dopo i trenta, si rischia di essere senza testa. Io nel 1988 avevo ventidue anni, e, forse, un grande cuore. Però non mi hanno abbindolato. Neanche allora.

domenica 13 dicembre 2009

Visita medica? Prenotala in (un altro) comune!


"Visita medica? Prenotala al Comune. Per prenotare una visita specialistica oggi non hai più bisogno di viaggiare. Con Cat@Hospital, se abiti in provincia di Catanzaro, basta esibire negli uffici del tuo comune di residenza l'impegnativa del tuo medico curante. Subito un addetto ti preciserà i tempi d'attesa previsti nelle strutture sanitarie di tutta la provincia e prenoterà la tua visita dove preferisci. In pochi minuti, senza spostamenti, senza attese, e senza alcuna spesa..."
Questo annuncia, da tempo, un sito della Provincia (http://www.catahospital.it/), che per altro riporta, oltre a quello delle farmacie private,  l'elenco dei comuni con il servizio attivo (http://www.catahospital.it/ELENCO_COMUNI.pdf).
Basta cliccare per accorgersi che c'è San Sostene, c'è Isca, Davoli, Badolato, e naturalmente tutti gli altri. Indovinate qual'è il paese dove in municipio hanno ben altro da fare?

"I progetti predisposti...stanno mutando profondamente il rapporto Comune-Cittadino. ci riferiamo al progetto di e-governament Panta Rei...ai servizi del Catasto, al Protocollo Informatico...al servizio on-line di Cat-Hospital, che consentirà le prenotazioni ospedaliere direttamente dal nostro Comune..."  (Primavera Andreolese, programma elettorale 2005, p.2)

mercoledì 30 settembre 2009

Un mare di merda...



"Depuratori, Isca e Badolato protestano", scriveva "Il Domani" a marzo del 2007. Sant'Andrea, terzo comune "servito" da quel depuratore, non aveva ragione di protestare. Qualche mese dopo, passata l'ennesima estate di merda, lo stesso quotidiano registrava la lagnanza di Pierfrancesco Mirarchi, sindaco di Isca: "Noi e Badolato abbiamo già messo a disposizione i fondi. Con Sant'Andrea è difficile dialogare". Maurizio Lijoi, non si sa se davanti al giornale o davanti a uno specchio, reagiva così: "La dobbiamo finire con i proclami!".("Il Domani", 12 gennaio 2008).
Difatti egli aveva già spiegato da tempo, e avrebbe di nuovo chiarito in futuro, quale era la reale dimensione del problema. Ricordiamoci come:

"...Nel nostro mare...non c'è assolutamente nessun inquinamento. L'ASL e la Prefettura hanno assicurato, dopo un prelievo, che si tratta di terriccio proveniente dai lavori del porto di Badolato..." (Comizio in piazza Castello, 20 luglio 2002 ore 21.00);

"...Non c'è assolutamente nessun inquinamento: la colpa è delle creme solari..." (commentato sul blog andreolese "spiaggiadisantandrea" il 3 settembre 2009, riprendendo la notizia dalla stampa locale dei giorni precedenti).

venerdì 21 marzo 2008

Bagdad e dintorni...


Il 14 marzo 2008 comparve sul blog http:/miku63.spaces.live.com un intervento anonimo che prendeva di mira, tra gli altri, anche il vicesindaco di Sant’Andrea Pino Stillo. L’intervento, pur non risultando firmato con nome e cognome, riportava una sorta di traccia elettronica (http://cid-93d7b155f8c115be.spaces.live.com/) che rendeva possibile una sicura attribuzione.

Nonostante ciò il vicesindaco, dopo aver risposto con il primo intervento sotto riportato, e mostrato di conoscere il nome del responsabile della missiva, scelse più tardi, su un altro blog (http://spiaggiadisantandrea.spaces.live.com), di indicare quale vero autore il sottoscritto. Inequivocabilmente, anche se ingegnandosi in una specie di gioco linguistico che utilizzava, accanto al mio nome di persona virgolettato, anche (circostanza ancora più pericolosa e grave) il nome della mia attività lavorativa, il “Bagdad Café”, più volte oggetto di iniziative persecutorie, pressioni e atti intimidatori tutti regolarmente denunciati. Il riferimento era così chiaro che tutti capirono quello che dovevano capire.

Questi sono i testi originali, con la discussione che ne scaturì:

1. Pino Stillo, 14 marzo 20.40
Caro sconosciuto(nessun nome), non tanto visto quello che scrivi!!!,
il sottoscritto è abituato a parlare a tu per tu con tutti ed ad esternare le proprie opinioni senza nascondersi dietro l'anonimato come fai tu e "dalla parte del torto". Quello che è il mio pensiero in merito alla Pro loco, quella che tu e il tuo amico "dalla parte del torto" con grande coraggio chiamate "Circolo del pensateci un pò voi", lo ho espresso apertamente nelle sedi opportune senza personalismi.
L'astio che emerge nei miei confronti non ha modo d'essere e non capisco per quale motivo è saltato fuori questo rigurgito di veleno verso il sottoscritto( guarda caso alla vigilia di un appuntamento elettorale!!!). Mi dispiace dover dialogare con uno che offende celandosi dietro l'anonimato e che è talmente vigliacco da farlo magari dopo che davanti a me si finge un amico!!!
Quanto al premio Lo Cascio è una manifestazione di cui vado fiero ( visto che ti piace navigare in internet clicca Giorgio Lo Cascio sul motore di ricerca e ne capirai l'importanza, ma siccome tu sei della materia questo lo sai già!!!). Continuate pure a dialogare tra favolieri, ma non trascinate nella polemica chi ha deciso di starne fuori. Chi ha qualcosa da dirmi prenda il coraggio( se non lo ha se lo faccia prestare...) e venga a dirmelo in faccia da uomo o da donna che sia...
Visto che citi il dott. Gelso, sappi che per me è stato un onore collaborare, senza compensi( come ho fatto da medico dell'andreolese e come faccio ora da medico del Soverato), per un film sulla Monachella di San Bruno.
Quanto alla mia esistenza mi disturbano solo le vigliaccate anonime, come la tua, sia nel passato che nel presente, perchè ho una famiglia tranquilla e felice anche se qualcuno cerca sempre di minarla con lettere e denunce anonime.
Non mi aspetto ovviamente la solidarietà di nessuno perchè sono abitauto da sempre a vivere con questi attacchi anonimi da quando ho cercato di dare il mio contributo( magari senza riuscirci) al paese attraverso il mio impegno amministrativo. comunque se hai pazienza di aspettare altri due anni vedrai che non sentirai più parlare di me come amministratore.
Comunque buona pasqua a te ed ai frequentatori anonimi dei vari Blog andreolesi!!!
Uno che si firma con nome e cognome
Dottore Pino Stillo
laureato in Medicina e chirurgia
Specialista in Medicina del Lavoro
Master di II livello In "Valutazione del danno alla persona"
Medico Federazione Sportiva Italiana
Ispettore Medico Antidoping
Vice Sindaco Comune di Sant'Andrea( ancora per DUE ANNI!!!)

2. Emanuele, 15 marzo
...e la musica non cambia!
Poche righe, per esprimere piena solidarietà al vice sindaco Dott. Pino Stillo per l’inutile e quantomeno privo di significato attacco anonimo rivolto alla sua persona.
Purtroppo nel nostro paese c’è ancora chi predilige questi metodi... chi preferisce offendere nascondendosi dietro l’anonimato piuttosto che metterci la faccia e confrontarsi civilmente

3. Pino Stillo, 15 marzo 11.37
Ciao Emanuele,
grazie per la tua solidarietà.
Questo sconosciuto denigratore fin dal 2000, attraverso lettere e denunce anonime cerca di colpirmi negli affetti e nella professione( la sua meschinità lo ha portato, assieme ai suoi “pochi” amici a convincere alcune persone a cambiare il medico di fiducia per motivi politici!!!)
Evidentemente queste sue azioni meschine lo aiutano a consolarsi del suo totale fallimento come uomo e come politico.
Andiamo avanti… il cielo è blù sopra Bagdad, anche se dentro…
Grazie ancora ed auguri per una serena settimana “pasquale”.
Ciao
Pino Stillo


4. Emanuele, 17 marzo 20.37
Caro Pino,
innanzitutto scusa se ti do del "tu". Vorrei solo aggiungere le mie personalissime considerazioni sulla vicenda, con la speranza, se possibile, di fare un po' di chiarezza sull'accaduto.
Da persona pensante quale mi ritengo, ho capito subito a chi fai riferimento nel commento che mi hai lasciato, come avevo capito subito che il commento anonimo sul bolg di Domenico attaccava te. Non è mia intenzione prendere le parti di nessuno, ma permettimi di dire che la persona a cui fai riferimento non ha mai avuto in passato nessun problema ad usare nome e cognome e non vedo perchè avrebbe dovuto farlo ora. Ho trovato molto più azzeccata la tua replica a caldo di venerdì sera. Sai, a volte, la prima impressione è quella che conta.... e non sempre la notte porta consiglio.
Ad ogni modo non dovrebbe essere difficile risalire a chi ha lasciato quel commento, tra l’altro in maniera molto maldestra, visto che compare l'indirizzo di uno spaces!
5. Luca, 18 marzo 14.18
Caro Emanuele, sottoscrivo le tue considerazioni, e mi permetto di aggiungere che secondo me, fare "velate" insinuazioni riguardo la presunta identità dell' autore di un messaggio anonimo, in modo da renderlo inequivocabilmente riconoscibile agli occhi di chiunque, senza ovviamente poterlo provare, e contraddicendosi in modo palese rispetto alle conclusioni cui si era giunti solo la sera prima ( vedi commento del dott Stillo sul blog di Domenico), oltre che frutto di una notturna riflessione poco meditata, mi sembra comunque un modo deprecabile di difendersi " spararando nel mucchio" al solo fine di additare pubblici "presunti amici" nonchè pubblici nemici. Spero sinceramente per il futuro, che vengano meno, i vigliacchi messaggi anonimi....ma anche le subdole ed infondate insinuazioni
6. Pino Stillo, 18 marzo 21.28
Un chiarimento per evitare inutili polemiche:
nei miei commenti relativi all’invettiva anonima nei miei confronti non c’era il riferimento a persone precise come invece, forse, qualcuno avrà pensato. Bagdad( era inteso solo come città) è un luogo di battaglie e di lotte intestine ed il riferimento era perché anche S.Andrea, purtroppo, è un paese di lotte tra persone che la pensano in modo diverso e che invece di confrontarsi civilmente preferiscono pugnalare alle spalle, magari fingendosi pure amici.
Io non so chi sia questo sconosciuto…certamente ho qualche idea, ma la tengo per me e comunque non avevo intenzione di riferirmi, con il mio secondo intervento, a chi avete pensato tu e Luca.
Oltretutto non necessariamente deve trattarsi di un uomo…!
Grazie di nuovo e speriamo che in futuro si possa scrivere di cose serie nell'interesse del paese in cui viviamo.
Pino Stillo

7. Pasquale Cosentino, 21 marzo 14.41
Mi dispiace, ma non ci posso stare. Dapprima il sig. Pino Stillo lancia il sasso verso di me nascondendo vergognosamente la mano, e mi chiama in causa nonostante io, già da qualche tempo, me ne stessi, disgustato dal pollaio politicante paesano, a sonnecchiare come un cane al sole che proverbialmente non è saggio stuzzicare. Subito dopo, messo al corrente di aver fatto l'ennesima figuraccia, pretende di aggiungere al danno la beffa.
Si ostina infatti ad usare un linguaggio (e un atteggiamento) infantile e allusivo, adoperando il grassetto mentre chiosa sull'identità dell'anonimo "che non deve essere necessariamente un uomo". E pretende di cavarsela asserendo che il riferimento - comunque irresponsabile e carognesco - è a Bagdad “come città”, tralasciando di menzionare le virgolette con cui ha vigliaccamente evidenziato il mio nome.
Perciò potremmo e dovremmo, a parer suo, star giocondi, in giorni di confronte e di cuzzupe, e chiudere ancora una volta occhi ed orecchie, lasciando a quelli come lui il gusto di dirigere la commedia a piacimento, stabilendo quando la polemica si può fare e quando invece risulta "inutile", magari in nome di quel surrogato di "pace" e di quella caricatura di "confronto civile" che dalle nostre parti (non mi stanco di ripeterlo) i furbi hanno sempre infine cercato come garanzia di poter fare, nel silenzio dei più, i propri porci comodi.
Mentre il primo vero “interesse del paese” è sapere cos’hanno in testa, e cos’hanno in tasca, coloro che da decenni pretendono di prendersi cura del nostro destino. E mentre ci sono, purtroppo - non posso non rivendicarlo - in un paese sostanzialmente sottomesso, anche quelli come me, che non mi sono mai tirato indietro, e tutte le volte che ho visto che bisognava parlare ho parlato chiaro (anche su cose da sempre considerate tabù, mai affrontate prima, mai ad alta voce), sempre con la mia faccia, sempre senza pseudonimi o trucchi, spesso per iscritto, a futura memoria, col mio nome e cognome. Senza fare calcoli di schifosa convenienza, e senza frenare nemmeno, come vorrebbe una delle tante abitudini malate di questo posto, allorché mi hanno fatto smettere di vendere libri e ho cominciato, per conto mio, a vendere caffé. Al punto che il mio bar, spazio libero, laico, femminista, e pulito, giunto ormai al suo quinto anno di vita, è diventato un villaggio di Asterix, un'ossessione per i baroni ed un potenziale cattivo esempio per chi dei baroni ha ancora, incredibilmente, paura.
Detto questo, tanto per fare ancora una volta la mia parte, rilevo volentieri alcune questioni che meritano di essere approfondite senza passare troppo in fretta in archivio, come vorrebbe forse lo stesso Stillo che incautamente le solleva.
La prima è il nesso tra lavoro e politica, che emerge allorché Stillo pretende di presentare se stesso non come uno che si è servito della politica, ma come uno che l'ha subita, patendo diverse presunte ostilità. Gli domando: si ricorda di quando esplicitava a chi, disoccupato ma non allineato, sentiva di esser trattato secondo criteri non equi, che gli incarichi si danno o non si danno "per motivi politici"? Ricorda l'elenco degli incarichi professionali, pubblicato, per mia volontà e sotto la mia responsabilità, sul giornalino di Civitas il 27.08.2002 a pag. 12? E Bagdad è solo una città oppure in questo paese è prima di tutto un posto di lavoro? Chi ha insegnato, e con quali metodi, e a quale scopo, alla maggior parte degli andreolesi, che con i maggiorenti, o con quelli che si credono tali, bisogna essere avveduti e accondiscendenti, perché tra il tacere e il parlare, tra l'adeguarsi e il dissentire, tra il collaborare e il contrariare passa la linea che separa l'essere favoriti dall'essere ostacolati e boicottati?
La seconda questione, riguarda, più in particolare, il rapporto tra la sua professione di medico e l’attività politica, che è anche questione di interesse pubblico, e che lui stesso dovrebbe avere, a questo punto, il coraggio di illustrare per intero, dalle origini, quando già visitava a Sant'Andrea essendo titolare altrove, fino ai giorni nostri, passando per l'indisponibilità a intervenire, come vicesindaco, per risolvere, con l'affitto dell'ambulatorio (che sempre era stato affittato ed oggi ancora è affittato), un problema non tanto dell'altro medico di base (suo fratello secondo il giuramento di Ippocrate) quanto dei suoi pazienti più anziani. Altre domande: ha mai inviato raccomandate con avviso di ricevimento per ricusare qualche suo assistito "per motivi politici"? E’ informato (e disposto nel caso a fare doverosamente nomi e cognomi) sull’esistenza di qualcuno, tra i pazienti di chicchessia, in qualche modo indotto o costretto a fare la scelta del medico valutando presunte opportunità "politiche"? Cosa pensa della particolare delicatezza di certi ambiti, e della necessità di prendere tutti gli accorgimenti necessari perché, soprattutto in un piccolo paese, le persone più anziane o quelle più semplici e indifese non abbiano a correre il rischio di sentirsi in qualche modo “obbligate”? Più in generale, conosce, pensa, e vuol dire qualcosa su realtà in questo territorio nelle quali l’intreccio tra sanità e politica è diventato troppo stretto, pericolosamente stretto? Ha Pino Stillo la forza d'animo per parlare di queste cose, nella misura in cui sono connesse al suo ruolo pubblico, o pensa di poter giocare solo con il mio di lavoro, magari menzionando Bagdad col puerile pretesto di fare un po' di geografia?
La terza questione è quella del prezioso contributo, offerto ancora una volta sia da chi lo ha punzecchiato in modo anonimo sia da Stillo stesso quale amministratore con delega alla cultura (incarico presumo almeno questo non gratuito), perché anche la piazza virtuale andreolese (evidentemente sottoposta a monitoraggio continuo, come tutto il resto) diventasse, al di là delle intenzioni dei suoi curatori e creatori, esattamente come quella reale: un territorio squallido, da utilizzare per i propri scopi di disinformazione e propaganda, utilissima per nascondersi, confondersi e confondere, cianciare, incensarsi, recapitare vili messaggi trasversali. Fingendo oltretutto, perché la perversione sia completa, di invocare coraggio, lealtà e trasparenza.
Ma fin qui niente di nuovo. Nuovo è invece l'annuncio (di cui prendiamo fin d'ora, ad ogni buon conto, diligentemente nota) che Stillo fa del proprio ritiro dalla politica locale, reso, con due anni di anticipo, senza considerare che quando questo straziante commiato si consumerà, dopo 22 (ventidue) anni, avendo egli attraversato cinque sindacature, un dissesto, e almeno sei formazioni politiche diverse, di destra e di sinistra, proclamando e sostenendo tutto, e poi di tutto il contrario, sarà suo dovere presentare al popolo un bilancio conclusivo di tanta attività, e non potrà che essere un bilancio senza trucchi. Dovrà egli finalmente spiegare come ha trovato il paese nel 1988 e come lo starà lasciando nel 2010, quali sono i passi in avanti o quelli indietro che questo paese avrà fatto sul piano demografico, sociale, del lavoro, della previdenza, dello sviluppo, dell'ammodernamento dei servizi, della scuola, della crescita, della forza e freschezza delle idee, della speranza di futuro, dei diritti civili, della dignità e delle opportunità per le donne, della laicità. Dovrà illustrare la gestione di incarichi, contributi, assunzioni definitive, lavori temporanei, nomine, permute, concessioni, assegnazioni, gratifiche, incentivi, progetti, convenzioni, finanziamenti pubblici, patrocini, associazioni, e quant’altro. E lo farà naturalmente carte alla mano, senza pretendere di essere creduto honoris causa. Dovrà spiegare se vi saranno ancora caste, se i pensionati e gli operai staranno meglio o peggio dei medici, dei preti, degli affaristi, degli architetti e degli ingegneri, se si sarà concepito o programmato qualcosa per tutti e non solo per alcuni, se si potrà ancora essere commercianti solo per lavoro e non anche commercianti nell'anima, se gli strati più umili della popolazione saranno più lontani o più vicini alla responsabilità e alla consapevolezza, se ci sarà più o meno legalità, più o meno trasparenza, più o meno onestà intellettuale e pratica, maggiore o minore coscienza della propria dignità, se sarà più facile e più automatico essere onesti piuttosto che furbi, limpidi piuttosto che ambigui, sperimentatori piuttosto che ripetitori. E dovrà spiegare con quali azioni concrete, con quali comportamenti vissuti, al di là dei proclami, delle ostentazioni masturbatorie, delle omelie arroganti, delle bagattelle tradizionali ammuffite e miserabili, lui, con i suoi numerosi titoli accademici, avrà contribuito a quei risultati. Forse riuscirà ad accontentare i soliti servi della gleba con storielle di concerti, di processioni e di pro loco. Qualcuno di quelli che hanno sempre, e volentieri, il cappello in mano. Ma io scommetto di esserci ancora, tra due anni, per porre, col mio nome e cognome, le domande che ossessionano.
Fin qui il ragionamento politico, da cittadino. Altra cosa è invece la possibilità, che lo invito a cogliere, di tornare decorosamente sui suoi passi, non con una finta rettifica, ma chiedendo alla Polizia Postale di decifrare quell'indirizzo per far piena luce sull'intera natura di questo giochetto volgare, e poi rendere quell'indirizzo pubblico, porgendo a me le sue scuse. Fermo restando il fatto che io chiederò alla Procura che si vada ad aggiungere quest'ultima aggressione al fascicolo delle altre precedenti per le quali ho già chiesto che sia finalmente impedito, a chi riveste un ruolo pubblico e istituzionale, di interferire con la dignità ed il lavoro delle persone libere e per bene.
Distinti saluti.
Pasquale Cosentino

8. Pino Stillo, 21 marzo 17.11
Egregio Signor Pasquale Cosentino,
noto, con dispiacere, che continua, da parte sua, il solito astio e la consueta acredine mei miei confronti e non riesco a capirne i motivi,considerata la mia totale indifferenza mei suoi riguardi.
Comunque non ho intenzione alcuna di replicare alla sua lunga requisitoria perchè ritengo di avere problemi più seri con cui confrontarmi e preferisco dedicare il mio tempo alla famiglia ed al lavoro piuttosto che alle polemiche inutili in cui Ella ha sempre brilallato( basta leggere i tanti volantini e le tante pagine del giornale ufficiale di "Civitas" in cui si è divertita ad attaccari anche con l'utilizzo di caricature di pessimo gusto dal 2000 in poi!!!).
Non ho mai passato il mio tempo ad analizzare la sua vita pubblica o privata come invece ha fatto lei in questi anni.
Quando non sarò più impegnato in politica( a proposito metta in tempo utile una buona bottiglia di spumante in frigo per i festeggiamenti!!!) renderò pubbliche le tante angherie anonime subite in questi anni da me e dalla mia famiglia e che abbiamo sempre affrontanto in silenzio e con dignità.
Le giungano da parte mia auguri sinceri e senza alcun rancore.
Pino Stillo


9. Emanuele, 21 marzo 21.25
Ragazzi, ragazzi...... ma dico io, non mi vi posso lasciare soli un momento che subito a litigare... dai, è la settimana di Pasqua... cercate di essere più buoni... poi, se proprio non ci riuscite, vi potete sempre ignorare!
Vabbè, scherzi a parte, spero che la situazione si sia chiarita anche se, ovviamente, gli attriti restano.
Vi ringrazio per aver usato toni civili anche se duri e aspri e vi ricordo che questo spazio è sempre aperto al confronto.
Buona Pasqua ad entrambi... ed a tutti i nostri cari lettori.


martedì 26 ottobre 2004

Un pozzo profondo, ma pieno di fandonie


Quella del “pozzo” in Marina è stata la più penosa delle tante speculazioni di Primavera Andreolese. Penosa perché portata avanti per tutto il decennio, cambiando ripetutamente le carte in tavola, e perché, come vedremo, pur contraddetti dalle evidenze, hanno sempre continuato a mentire, ben sapendo di mentire.

L’amministrazione Cosentino, com’è noto, aveva lasciato in eredità un’opera (pozzo e condotta di avvicinamento, impresa Spinzo) costata 150 milioni di fondi di bilancio. Non fu trovata la quantità d’acqua sperata. Il sindaco dell’epoca fu accusato di aver fatto scavare in un punto diverso da quello indicato dal geologo. “E così – dichiarò il vicesindaco Stillo al “Quotidiano” del 29 agosto 2000 (dichiarazione che si accompagnava all'abituale autoincensamento per il presunto "ricco programma di manifestazioni estive che ha registrato il pienone") – l’amministrazione si vedrà costretta ad usare i 600 milioni d’avanzo nel conto consuntivo 1999, per realizzare il pozzo nel sito iniziale”.

Pochi mesi dopo (Consiglio comunale del 28 dicembre 2000, e pubblica assemblea del 31 gennaio 2001) il sindaco in persona raddoppiava: i nuovi pozzi promessi diventavano addirittura due. Veniva conferito incarico all’ing. Nino Stefanucci, a marzo 2001.

Intanto l’amministrazione decideva l’allaccio (dopo una prima analisi dell’acqua, per loro stessa ammissione, “sommaria”) al pozzo agricolo di un privato, in località Crapezzone. ”Esisteva già - affermerà il sindaco — non l’abbiamo inventato noi. Però noi abbiamo deciso di sfruttarlo”. Naturalmente nemmeno la condotta idrica, e la rete elettrica utilizzate, avevano inventato loro. Anche quelle esistevano già, e facevano parte, assieme ai soldi rimasti e utilizzati per allungare l’allaccio fino a Crapezzone, del famoso lavoro di 150 milioni dell’amministrazione precedente, che si rivelava quindi, a ben guardare, indispensabile, nella sua parte più importante. Non a caso, il 24 febbraio del 2002, oggetto delle lagnanze del sindaco, in assemblea pubblica, non era più il luogo scelto per scavare il vecchio pozzo, ma le dimensioni della condotta realizzata dal suo predecessore, capace di portare “solo” 12 litri al secondo. “Presto avremo un pozzo – annunciava con solennità – capace di fornire 30 litri al secondo d’acqua potabile, che ci permetterà di affrancarci dalla fornitura della Regione”.

Con la certezza di tale affrancazione, tutti si rilassano per circa due anni e mezzo, eccezion fatta per i guerriglieri di Civitas che continuano a “turbare l’ordine pubblico” pronunciandosi su queste (e su tante altre) promesse da marinaio.

Il 27 settembre 2004, tre anni e mezzo dopo l’assegnazione, viene revocato all’ing. Stefanucci l’incarico per la realizzazione dei 2 pozzi. Motivazione: “non ha ottemperato agli adempimenti affidatigli”, e, nel frattempo, l’amministrazione si è allacciata a Crapezzone, “i cui lavori – ammette finalmente questa delibera - necessari a tale utilizzazione sono stati eseguiti e spesati...” dalla precedente amministrazione! Vediamo tutto il documento:


Fine della storia? Non proprio. Come abbiamo visto sopra, dopo la revoca, con i soldi risparmiati, l’amministrazione si decide per una nuova opera, “idrica e fognaria”. Chi sarà, dopo un mese, il professionista incaricato per un nuovo progetto da realizzare per via della mancata “ottemperanza agli adempimenti” di un altro? Delibera 93 del 26/10/2004: il professionista è sempre lui, l’ing. Stefanucci Nino, “tecnico di fiducia di quest’amministrazione”. Un “tecnico di fiducia” non si butta via solo perché, per una volta, non ha ottemperato alle ottemperanze! Leggere (o stampare) per credere:


Questa la cronologia, e le carte. A ciascuno il suo (libero) giudizio. Ai posteri la (non ardua) sentenza!


mercoledì 4 luglio 2001