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martedì 30 marzo 2010

30 marzo


Sant'Andrea, 30 marzo 2010, ore 10.00



 
"Tutti i sistemi, piccoli o grandi, non fondati sulla giustizia, possono sembrare invincibili, ma alla fine, immancabilmente, crollano. E' crollato l'impero dei mongoli, quello romano, il nazifascismo...crollerà, vedrete, anche l'Unione Sovietica. Figuriamoci se non crollano i piccoli regimi di paese..." (Carmelo Mandia, filosofo e teologo torinese, 1983)

venerdì 26 marzo 2010

Le migliori del decennio

Ideato, ma non voluto
"Il depuratore consortile...non siamo stati noi a pagarlo, ma noi siamo stati i promotori di quest'idea..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza Castello 20 luglio 2002)

"Intanto non accetto che mi si riconsegni una macchina (il depuratore consortile N.d.A.) che non ho voluto, ma soprattutto che non funziona..." (Maurizio Lijoi, "Il Domani" 12 gennaio 2008)

 Convento Liguorini
"C'è il rischio che il convento sia trasformato in struttura extra-ospedaliera...come amministrazione non siamo disponibili a questa soluzione" (Maurizio Lijoi, assemblea in Marina 23 marzo 2003; "Il Domani" 28 marzo 2003)

"Abbiamo agevolato la creazione di questa struttura che darà lavoro..." (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale 24 ottobre 2003)

Pratiche avviate
"Ho avviato la pratica, come assessore delegato al ramo, per l'acquisizione della 'Piccola' delle FF.SS. per farne un centro sociale per anziani..." (Pino Stillo, assemblea pubblica 31 gennaio 2001)

Campo di calcio
"L'inizio dei lavori per il nuovo campo di calcio avverrà entro il mese di agosto" (Cristian Cosentino, Telesoverato, 6 giugno 2004)

"Il campo sportivo sarà realizzato negli spazi retrostanti la palestra; in questa direzione il C.C. ha già modificato la convenzione con la I.M.I.S. s.r.l., proprietaria del Villaggio Sant'Andrea" (Maurizio Lijoi, FMC 22 marzo 2005)

"Obiettivo strategico...la costruzione del nuovo campo sportivo comunale, nei pressi della palestra" (Programma Primavera Andreolese 2005, pag.9)

"...e la costruzione del nuovo campo di calcio, in Via A. Campagna, sulle aree di proprietà comunale..." (Programma Primavera Andreolese 2010, pag.5)

"Intendiamo organizzare un incontro di calcio (tra Catanzaro e Crotone) in occasione dell'inaugurazione dello stadio di Sant'Andrea che da qui a poco sarà costruito" ("Il Quotidiano" 30 agosto 2005)

Campus
"Sarà necessario, perciò, prevedere la realizzazione di un nuovo Istituto Professionale; posizionando, accanto ad esso, gli altri Istituti Scolastici [...] Palestra e Campo di Calcio... al fine di realizzare un vero e proprio "campus" studentesco di elevata qualità comprensoriale" (Programma Primavera Andreolese 2000, pag.2)

Carovane
"E' nostra intenzione organizzare carovane di tifosi per seguire le partite casalinghe del Crotone, ma siamo pronti anche a partecipare alle trasferte più importanti..." (Pino Stillo, "Il Quotidiano" 30 agosto 2005, inaugurazione del club del Crotone)

Eolico
"Occorre sviluppare la produzione di energia solare ed eolica" (Pino Commodari, "Gazzetta del Sud" 19 ottobre 2003)

Terriccio e crema
"...Nel nostro mare...non c'è assolutamente nessun inquinamento. L'ASL e la Prefettura hanno assicurato, dopo un prelievo, che si tratta di terriccio proveniente dai lavori del porto di Badolato..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza Castello 20 luglio 2002)

"...Non c'è assolutamente nessun inquinamento: la colpa è delle creme solari..." (Maurizio Lijoi, 3 settembre 2009, notizia dalla stampa locale ripresa dal blog "spiaggiadisantandrea")

Programmazione
"fino a prova contraria l'anno non finisce oggi. Per la programmazione c'è tempo fino alla mezzanotte del 31 dicembre..." (Pino Stillo, Consiglio comunale del 28 dicembre 2000)

Sportelli
"Abbiamo aperto lo sportello famiglia, con avvocato, psicologa, ecc. Attraverso questo sportello è stato possibile affrontare numerose problematiche..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza castello 20 luglio 2002)

Internazionalismo
"E' importante non chiudersi nei confini del proprio comune. Così ci siamo preoccupati dei problemi di Porto Alegre e ci siamo occupati del conflitto in Medio Oriente..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza castello 20 luglio 2002)

Politica estera
"Non condividiamo la decisione anglo-americana di attaccare l'Iraq..."
(Christian Cosentino, "Il Domani" 28 marzo 2003)

Lungomari
"Stiamo mettendo in atto la sistemazione e realizzazione del lungomare..."
(Pino Commodari, "Il Domani" gennaio 2006)

"E' vero che di lungomare stiamo discutendo per rendere fruibile questo tesoro ambientale..., ma la fase è ancora quella dell'elaborazione delle idee..."
(Maurizio Lijoi, "Il Domani" 29 marzo 2007)

"Per il lungomare sono stati assegnati i fondi P.I.T. per 240.000 euro..." (Maurizio Lijoi, FMC 22 marzo 2005)

Opere
"Abbiamo realizzato, fino ad oggi, 40 opere pubbliche di un certo rilievo..." (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale del 16 marzo 2004)

Miliardi
"Abbiamo speso, per opere pubbliche già realizzate, ben 24 miliardi di vecchie lire..." (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale del 19 maggio 2004)

Mirabilandia
"Una grande opportunità sarà la realizzazione nella fascia sottoferrovia, compresa tra la Via Lucifero e il Villaggio Sant'Andrea, di una Città dei Giochi, una piccola Mirabilandia, unica sulla fascia ionica." (Programma Primavera Andreolese 2005, pag.4)

Regali
"Il progetto della sistemazione del fosso Cupito l'ha fatto il Comune e poi lo ha regalato al Genio Civile" (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale del 16 marzo 2004)

Evangelo
"Questa maggioranza ha deciso di dire ai cittadini: 'bussate e vi sarà aperto'..." (Pino Stillo, Consiglio comunale del 27 settembre 2001)

domenica 7 marzo 2010

Excusatio non petita...

  



domenica 21 febbraio 2010

Dynasty


Da "Elpis" n.21 del 23 marzo 2008:


lunedì 28 dicembre 2009

I conti dei baroni...ovvero: cosa chiedere quando verranno a chiedervi il voto



"...In questi anni, tra molti passi in avanti, è maturata anche una novità di segno invece regressivo. Il termine privacy viene spesso utilizzato e brandito in modo strumentale per rifiutare la necessaria trasparenza in particolare delle amministrazioni pubbliche. Qualcuno chiede di conoscere gli stipendi pubblici o gli emolumenti di rappresentanti istituzionali? “Non si può perché c’è la privacy”. Si chiede di conoscere i nomi degli azionisti di una società? “Coperti dalla privacy”. [...]  Ovviamente in quasi nessuno di questi (e di molti altri) casi il richiamo alla tutela della riservatezza ha il minimo fondamento."
(Privacy e giornalismo, a cura del Garante per la protezione dei dati personali, II edizione aggiornata, pag. 44)
Se anche il Garante, dal suo punto di vista, sostiene tutto questo, allora non era tanto campata in aria la sfida (non raccolta) che ho lanciato, a suo tempo, sul Foglio di Militanza Comunista. Rileggiamola insieme perché forse contiene tante buone domande, che ciascuno può rivolgere innanzitutto a se stesso prima di scegliere come votare (se può permettersi il lusso di scegliere), a chi vuole essere votato, ma soprattutto a chi, dopo trent'anni, ancora vuole essere votato:

"[...] Voglio perciò fare [...] una di quelle proposte sulle regole del gioco che dovrebbero trovare facilmente d’accordo tutti. Propongo cioè di stabilire, come regola condivisa e irrinunciabile, che chi ha ricoperto, attualmente ricopre, o si candida a ricoprire ruoli pubblici e di responsabilità nella nostra comunità, debba certificare e dichiarare per iscritto:                                                                             1) L’esatto ammontare del proprio reddito mensile ed annuo, personale e per nucleo familiare, da qualunque fonte i redditi derivino, compresa ogni utile informazione sui beni immobili e sulle somme accantonate e/o investite;                                           2) Il percorso della propria carriera politica con l’indicazione esatta, secondo l’ordine cronologico, dei partiti e/o movimenti di cui si è fatto parte, nonché delle poltrone occupate a livello locale, comprensoriale, provinciale, regionale, comprese, oltre a quelle "istituzionali”, anche le poltrone per incarichi di partito a livello locale, comprensoriale, provinciale, regionale e nazionale; il tutto completato dall’esatta indicazione dell’ammontare delle rispettive gratifiche, stipendi, indennità, rimborsi, gettoni, buoni spesa e altro;                                                                                                        3) la partecipazione in consigli d’amministrazione o una qualsiasi qualità di socio in banche, aziende, società, associazioni, organizzazioni, unioni, fondazioni, gruppi, commissioni, progetti, ecc. con rispettivi compensi, rimborsi, detrazioni, o utili in chiaro; 4) Il proprio percorso professionale, compresa la certificazione che non ci sono stati "aiuti" in concorsi, nomine, graduatorie, assunzioni, promozioni e trasferimenti.                                               Questo metodo contiene in sé tre buone ragioni: prima di tutto una ragione di trasparenza che, a parole, vi dovrebbe stare molto a cuore; in secondo luogo, impedirebbe agli unici veri sultani di questo disgraziato paese di distribuire a loro piacimento beatificazioni e scomuniche. Terzo, ma non ultimo, consentirebbe a tutte quelle persone normali che non arrivano a fine mese, di regolarsi meglio, e in concreto, su chi li difende e chi li rappresenta [...]" 
(Pasquale Cosentino, FMC, 23 aprile 2007)


domenica 31 agosto 2008

Il vicesindaco cambia macchina, non abitudini

 
Siamo ad agosto. Piazza Castello è deserta. Nemmeno nelle prime ore del mattino è permesso parcheggiare. Il proprietario delle due autovetture immortalate (in anni diversi) nelle foto gode evidentemente di una dispensa speciale. Non espone permessi sul parabrezza: da queste parti certe sottigliezze sono inutili, nè avrebbe comunque senso che li avesse: infatti è un medico, ma non sta operando un pronto soccorso o intervenendo in un'emergenza. Ha semplicemente aperto il suo studio, cioè si è recato a lavoro, come tutti gli altri comuni mortali che hanno a che fare con questa piazza. Inoltre, se possono arrivare fin qui a piedi i suoi (spesso anziani) pazienti, di sicuro, più agevolmente, può farlo anche lui.
Quale ragione può esserci, allora, nel non voler fare, nelle dolci mattinate agostane, due passi in tranquillità, e nel voler ostentare tanta sgradevole deroga, considerato che in tutti i paesi civili, i primi a rispettare le regole sono proprio coloro che le scrivono? 
A mio parere, questa scena che si ripete, finisce per essere un fortissimo segnale, simbolico, politico. Tutti la vedono, la considerano ormai normale, e tutti capiscono quello che devono capire: che la legge non è esattamente uguale per tutti. Che alcuni la scrivono e altri la osservano. Che a volte si applica e altre si interpreta. Che - come diceva Onofrio del Grillo - io sò Marchese, e voi non siete un cazzo!


mercoledì 31 gennaio 2007

Alla luce del sole


Ecco un documento coperto da segreto, nel paese dei paladini della trasparenza:



Il documento, recuperato fortunosamente, è estremamente interessante, non tanto per i deliri che contiene (chiama "straordinaria vittoria elettorale" una partita giocata a porta vuota, fantastica su "radicamenti di forze" ed "elementi che contraddistinguono", blatera su presunti "tentativi destabilizzanti"... insomma tutto l'armamentario retorico classico dello stalinista di paese), quanto perché per la prima volta si parla, con linguaggio sorvegliato e prudente, di "insoddisfazione", "rallentamento", "programmazione da riconquistare", "necessità di maggiore impegno" ecc.

Ovviamente, trattandosi di tabù che contraddicono la propaganda ufficiale, su questa lettera è stato mantenuto un rigoroso segreto. Il Foglio di Militanza Comunista, uscito esattamente 6 giorni dopo, non ne fa alcun cenno, anche se l'analista attento può scorgere segnali di insofferenza, affidati a penne di "nuova generazione". Nella bacheca di Rifondazione, a cura dei soliti solerti esecutori, ne è stata pubblicata una versione addolcita e corretta.

Dell'incontro tra delegazioni e sindaco di cui si parla, mai fu dato sapere. Come abbiamo poi perso quei famosi "treni" (e tanti altri ancora), ciascuno lo può verificare da solo, su di sé. Una cosa è certa: la partecipazione, la democrazia, l'onestà intellettuale, la serietà della politica, sono un'altra cosa.  

martedì 3 maggio 2005

Penne di regime...


Potrà sembrare strano, un titolo così, riferito a Sant'Andrea Jonio. Parrebbe una di quelle questioni che si affrontano solo a "livello nazionale", "in generale", che riguardano quella politica nazionale così lontana e così poco "pericolosa", sulla quale la maggior parte degli andreolesi si sente autorizzata a chiacchierare senza correre rischi. Eppure l'espressione è presa dal celebre Foglio di Militanza Comunista, precisamente dal numero del 25 maggio 1997, pag. 3 (riquadro sotto), che, nell'occasione, blaterava di un famoso rimborso (sul quale avremo modo di tornare):


"[...] il Sindaco [...] si é affidato nelle domestiche mani di un solerte corrispondente [...]I nostri complimenti a Massimo Ranieri che con tale operazione si é guadagnato un posto d’onore nell’affollata schiera delle 'penne di regime'."

"A buon intenditor..." avrebbe poi scritto in uno storico articolo su "Il Domani" (22 giugno 2002) uno di questi gloriosi tribuni! Ma il giornalista in questione, di tanto generoso avvertimento non deve essersi curato. Ha continuato perciò per qualche anno a prendersi affettuosità varie ("onanismi" - venivano definiti i suoi articoli proprio dal FMC - "vangelo secondo Massimo", ecc.) e lettere di protesta e pressioni sul giornale. Tutte cose che alcuni ricordano benissimo, anche nel paese della memoria addomesticata. Finché la faccenda, dopo la presa del palazzo d'inverno, non ha avuto il suo vergognoso epilogo con una delibera che più sotto vedremo.
  
Qui non abbiamo Piazza del Popolo, e nemmeno un popolo, veramente. Perciò non possiamo organizzare manifestazioni per la libertà di stampa. Quello che possiamo fare, invece, è verificare se nel frattempo, dopo 10 anni di buongoverno illuminato, la schiera delle "penne di regime" è ancora una "affollata schiera" .

Ecco un esempio illuminante:


"A intervenire per primo nel dibattito - annota l'articolista Sara Dominijanni - è stato...Pino Commodari, il quale..." ecc. ecc. "A chiudere il dibattito - scrive più avanti -  è intervenuto il segretario...Sergio Genco..." 
La giornalista ci offre poi una sintesi delle dottissime prolusioni dei due illuminati, e riferisce che "la festa è proseguita con una grande spaghettata..." 

Chissà quanta ammirazione, mista a gelosia, avranno provato, nel leggere questo articolo, in tutti quei paesi del comprensorio dove si riesce a malapena a fare una cosa alla volta, dibattimento o spaghettata che sia! Peccato però che, in un paese reale, se un illustre oratore 'interviene per primo' e un altrettanto illustre oratore 'chiude' un 'dibattito' s'intende che in mezzo, tra i due, ci sia per l'appunto...un dibattito! Che invece c'è stato soltanto nella mente e nella frenesia celebrativa di chi ha scritto l'edificante resoconto, anche perchè "gli andreolesi riuniti fra divertimento e riflessione", in attesa degli spaghetti, erano più o meno quei dodici che riesce a inquadrare la foto. Dal che si deduce che una sciocchezza del genere assomiglia molto alla famosa barzelletta del corridore che si vantava di esser giunto al traguardo secondo omettendo di spiegare che era una corsa a due. E si potrebbe anche ridere, se non fosse che le barzellette sono, a Sant'Andrea, un bene estremamente inflazionato, e ci sia ormai veramente poco da ridere.

Ma eravamo partiti da un'altra storia. Che fine ha fatto poi il buon Massimo? Quello che scriveva "vangeli", praticava "onanismi", e "affollava le schiere"? Preso il palazzo d'inverno, i portatori del sol dell'avvenire non potevano che passare ai fatti:

Questo a lato è un riquadro dell'allucinante delibera 56/2002. Massimo, tra l'altro, si limitava nell'articolo in questione a riportare opinioni esposte (e firmate) in un volantino da altri. Per cui questa, al paese mio, si può chiamare in un solo modo: intimidazione. Ancor più grave perché non è l'unica, e perchè non si capisce chi ha pagato (e chi ha controllato) tutte le spese legali scaturite, in questo decennio, da delibere facili prodotte come scorciatoia per la propria lotta politica.

venerdì 31 dicembre 2004

Seconde (e libere) "convocazioni"


Ad aprile 2002, il Presidente dei “Pignatari” Frustagli, avendo aderito ad un “comitato per la ricostruzione della pineta, pronto a...tutte le iniziative necessarie a smuovere questo incomprensibile silenzio da parte di coloro i quali avrebbero dovuto prima di altri, promuovere una campagna di sensibilizzazione e di impegno che coinvolgesse tutte le Istituzioni, Locali, Regionali e Nazionali”, organizzava un incontro con invito rivolto “in primo luogo ai cittadini e a quanti hanno responsabilità politiche e di governo”.
Il riferimento critico all’inerzia dell’amministrazione comunale era chiarissimo, e reso più esplicito dalla frase: “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto!"
L'invito era datato 9 aprile, e l’incontro doveva tenersi in Pineta (a Villa Anna), domenica 21 aprile. Così veniva più volte annunciato da TeleJonio e riportato da alcuni organi di stampa.
Ma, a 24 ore dall’avvenimento, lo stesso presidente dei Pignatari distribuiva un secondo invito, a nome di un “Comitato provvisorio per la ricostruzione della pineta”, con il quale rinviava l’incontro al 28 aprile. Questa volta da tenersi nella Casa Comunale (e non più a Villa Anna), sotto il patrocinio dell’amministrazione (e non più dei “Pignatari”). 

Perché? Presto detto. Ufficialmente, per “sopravvenuti improrogabili impegni” del Presidente dei “Pignatari”, ma più semplicemente perché Maometto si era ovviamente incazzato, e si era deciso ad andare alla montagna...e con Maometto, si sa, non si scherza!

La verità dei fatti salta fuori dal confronto del tenore dei due inviti. Il primo, che accusa d’inerzia l’amministrazione comunale per i due anni passati senza risultati. Il secondo, che tenta di assolvere il Comune, per prendersela con gli organismi regionali o comunque, con altri.

L’amministrazione comunale precedente, che pure era agli sgoccioli del suo mandato, aveva incontrato più volte l’assessore regionale alla forestazione, fino a promuovere alla sua presenza, assieme alla Comunità Montana, un convegno sull’argomento in virtù del quale otteneva un finanziamento di 331 milioni delle vecchie lire (delibera G.R. n 3758 del 29 dicembre 1999). Aveva poi avviato le gare d’appalto relative alla vendita per 60 milioni di un bosco (falde dell’inferno) e per 15 milioni delle piante bruciate in pineta, i cui proventi avrebbe voluto impiegare proprio per avviare la ricostruzione della pineta stessa.
Questi programmi furono poi stravolti dalla nuova maggioranza, che decise di destinare questi soldi, provenienti da un bosco, a spese che con il bosco proprio nulla avevano a che fare (come il concerto di Radioitalia, per esempio).
Eppure, dopo altri due anni di assoluta inerzia e indifferenza, una volta risollevato il problema pineta, Primavera Andreolese pensò di togliersi dall'imbarazzo imponendo al presidente dei "Pignatari" questa retromarcia e un nuovo convegno che si risolse, come già avvenuto in altre occasioni, nella solita passerella di politicanti capaci di dare il "tono giusto" alla manifestazione.
Domenico Frustagli, dirà finalmente la verità con un'intervista a "Il Domani" del 31 dicembre 2004: “il sindaco ha sentito la necessità di farmi convocare d’urgenza in sezione, per intimarmi a scegliere se voglio continuare a fare il presidente dei Pignatari o fare politica, come se i Pignatari fossero di sua proprietà…”.

mercoledì 19 maggio 2004

Partecipazione? Due esempi...


1° esempio 
Con enfasi littoria, il sindaco, e il capogruppo Commodari, annunciano che il bilancio preventivo 2002, "per garantire la partecipazione", sarebbe stato redatto "in piazza", "con la gente". La parola d'ordine è una, e una sola: partecipare!
A tale scopo viene indetta un'assemblea popolare, nella Delegazione in Marina, il 24 febbraio 2002. Peccato però che il bilancio in questione fosse stato approvato dalla Giunta già il 20 di febbraio, con delibera n. 23. Cioè le scelte si fecero tenendo conto delle "proposte avanzate"...quattro giorni più tardi!
Per evitare questi disguidi, e non dover più ricorrere alla divinazione (considerata anche la monotonia ripetitrice dei "bilanci" che verranno), tale esperimento non sarà ripetuto. Il sindaco tenterà solo di smerciare, ancora una volta, una modalità un pò più comoda per tutti: "Manderò a casa di ogni cittadino copia del bilancio di previsione approvato questa sera" (Consiglio comunale del 19 maggio 2004). Naturalmente poi non arrivò alcunché, a casa di nessuno. Ma si trattò di risparmiare carta: nessuno aveva più voglia di...previsioni! 

2° esempio
Lunedì 8 luglio 2002 si tiene, all’insaputa di tutti, un Consiglio comunale importante. L’amministrazione non ha convocato i cittadini, e non ha affisso manifesti di avviso. Motivo? Quella volta non volevano essere ascoltati! Bisognava fare in modo che il minor numero di persone possibile assistesse ad una figuraccia: quella che toccava fare ad un’amministrazione pronta a modificare, in seduta ben chiusa,  una delibera approvata solo una settimana prima, il 30 giugno, in seduta strombazzata e aperta al pubblico.
Viene in mente un celebre passo della malinconica lettera di Francesco Mirarchi, costretto a cedere il passo al settimo dei non eletti (vedi post con data 28.06.98): "...dissero che dell'opinione pubblica se ne infischiavano, per non usare altro termine..."
Il 30 giugno si era discusso, erano stati accolti due interventi dal pubblico, e si era deliberato. Subito dopo la maggioranza, che aveva votato compatta, si era precipitata a cambiare il deliberato stesso fuori dall’aula del consiglio.
I più informati dicono che il leader maximo Commodari impose, per l'ennesima volta, il proprio diktat. Di sicuro ci furono, fuori dal municipio, lunghe e rabbiose dispute notturne, e, a "botteghe oscure", lunghe e rabbiose riunioni diurne.
"Ci abbiamo riflettuto meglio", scrissero nella bozza di delibera per la settimana dopo. E la maggior riflessione, si sa, è la chiave per arrivare alla sapienza.

Di sicuro, al di là del riso amaro, e di qualsiasi esempio, rimane il fatto che Primavera Andreolese, fin dagli esordi, ha sempre messo a punto le sue strategie (parlare di "decisioni", cioè di un'attività comunque rivolta agli interessi pubblici, sembra, dopo questi dieci anni, davvero troppo) bene al chiuso, lontano da ogni consiglio, e da ogni assemblea. Con buona pace di tutta la retorica profusa, e della ben nota, nauseante, propaganda.
Sic transit gloria consiliarum comunalarum apertarum!
  

martedì 23 marzo 2004

documenti: La bacheca di Civitas








domenica 30 settembre 2001

domenica 28 giugno 1998

documenti: Un episodio da non dimenticare


Da "Foglio di Militanza Comunista" del 28 giugno 1998



documenti: Dagli amici si guardi Iddio...parte seconda


Da "Foglio di Militanza Comunista" del 28 giugno 1998: