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venerdì 26 marzo 2010

Le migliori del decennio

Ideato, ma non voluto
"Il depuratore consortile...non siamo stati noi a pagarlo, ma noi siamo stati i promotori di quest'idea..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza Castello 20 luglio 2002)

"Intanto non accetto che mi si riconsegni una macchina (il depuratore consortile N.d.A.) che non ho voluto, ma soprattutto che non funziona..." (Maurizio Lijoi, "Il Domani" 12 gennaio 2008)

 Convento Liguorini
"C'è il rischio che il convento sia trasformato in struttura extra-ospedaliera...come amministrazione non siamo disponibili a questa soluzione" (Maurizio Lijoi, assemblea in Marina 23 marzo 2003; "Il Domani" 28 marzo 2003)

"Abbiamo agevolato la creazione di questa struttura che darà lavoro..." (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale 24 ottobre 2003)

Pratiche avviate
"Ho avviato la pratica, come assessore delegato al ramo, per l'acquisizione della 'Piccola' delle FF.SS. per farne un centro sociale per anziani..." (Pino Stillo, assemblea pubblica 31 gennaio 2001)

Campo di calcio
"L'inizio dei lavori per il nuovo campo di calcio avverrà entro il mese di agosto" (Cristian Cosentino, Telesoverato, 6 giugno 2004)

"Il campo sportivo sarà realizzato negli spazi retrostanti la palestra; in questa direzione il C.C. ha già modificato la convenzione con la I.M.I.S. s.r.l., proprietaria del Villaggio Sant'Andrea" (Maurizio Lijoi, FMC 22 marzo 2005)

"Obiettivo strategico...la costruzione del nuovo campo sportivo comunale, nei pressi della palestra" (Programma Primavera Andreolese 2005, pag.9)

"...e la costruzione del nuovo campo di calcio, in Via A. Campagna, sulle aree di proprietà comunale..." (Programma Primavera Andreolese 2010, pag.5)

"Intendiamo organizzare un incontro di calcio (tra Catanzaro e Crotone) in occasione dell'inaugurazione dello stadio di Sant'Andrea che da qui a poco sarà costruito" ("Il Quotidiano" 30 agosto 2005)

Campus
"Sarà necessario, perciò, prevedere la realizzazione di un nuovo Istituto Professionale; posizionando, accanto ad esso, gli altri Istituti Scolastici [...] Palestra e Campo di Calcio... al fine di realizzare un vero e proprio "campus" studentesco di elevata qualità comprensoriale" (Programma Primavera Andreolese 2000, pag.2)

Carovane
"E' nostra intenzione organizzare carovane di tifosi per seguire le partite casalinghe del Crotone, ma siamo pronti anche a partecipare alle trasferte più importanti..." (Pino Stillo, "Il Quotidiano" 30 agosto 2005, inaugurazione del club del Crotone)

Eolico
"Occorre sviluppare la produzione di energia solare ed eolica" (Pino Commodari, "Gazzetta del Sud" 19 ottobre 2003)

Terriccio e crema
"...Nel nostro mare...non c'è assolutamente nessun inquinamento. L'ASL e la Prefettura hanno assicurato, dopo un prelievo, che si tratta di terriccio proveniente dai lavori del porto di Badolato..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza Castello 20 luglio 2002)

"...Non c'è assolutamente nessun inquinamento: la colpa è delle creme solari..." (Maurizio Lijoi, 3 settembre 2009, notizia dalla stampa locale ripresa dal blog "spiaggiadisantandrea")

Programmazione
"fino a prova contraria l'anno non finisce oggi. Per la programmazione c'è tempo fino alla mezzanotte del 31 dicembre..." (Pino Stillo, Consiglio comunale del 28 dicembre 2000)

Sportelli
"Abbiamo aperto lo sportello famiglia, con avvocato, psicologa, ecc. Attraverso questo sportello è stato possibile affrontare numerose problematiche..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza castello 20 luglio 2002)

Internazionalismo
"E' importante non chiudersi nei confini del proprio comune. Così ci siamo preoccupati dei problemi di Porto Alegre e ci siamo occupati del conflitto in Medio Oriente..." (Maurizio Lijoi, comizio in piazza castello 20 luglio 2002)

Politica estera
"Non condividiamo la decisione anglo-americana di attaccare l'Iraq..."
(Christian Cosentino, "Il Domani" 28 marzo 2003)

Lungomari
"Stiamo mettendo in atto la sistemazione e realizzazione del lungomare..."
(Pino Commodari, "Il Domani" gennaio 2006)

"E' vero che di lungomare stiamo discutendo per rendere fruibile questo tesoro ambientale..., ma la fase è ancora quella dell'elaborazione delle idee..."
(Maurizio Lijoi, "Il Domani" 29 marzo 2007)

"Per il lungomare sono stati assegnati i fondi P.I.T. per 240.000 euro..." (Maurizio Lijoi, FMC 22 marzo 2005)

Opere
"Abbiamo realizzato, fino ad oggi, 40 opere pubbliche di un certo rilievo..." (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale del 16 marzo 2004)

Miliardi
"Abbiamo speso, per opere pubbliche già realizzate, ben 24 miliardi di vecchie lire..." (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale del 19 maggio 2004)

Mirabilandia
"Una grande opportunità sarà la realizzazione nella fascia sottoferrovia, compresa tra la Via Lucifero e il Villaggio Sant'Andrea, di una Città dei Giochi, una piccola Mirabilandia, unica sulla fascia ionica." (Programma Primavera Andreolese 2005, pag.4)

Regali
"Il progetto della sistemazione del fosso Cupito l'ha fatto il Comune e poi lo ha regalato al Genio Civile" (Maurizio Lijoi, Consiglio comunale del 16 marzo 2004)

Evangelo
"Questa maggioranza ha deciso di dire ai cittadini: 'bussate e vi sarà aperto'..." (Pino Stillo, Consiglio comunale del 27 settembre 2001)

mercoledì 24 marzo 2010

Acquacoltura. L'affaire Montesi


Nei comizi di questi giorni risentiamo i tribuni di Primavera Andreolese dissertare, con la consueta onestà intellettuale, di acquacoltura.
Facciamo un passo indietro, per impedire, come al solito, che sia consegnata alla memoria solo una parte della "storia", quella gradita a lor signori.

Rispetto alla questione acquacoltura, l'ultimo ricordo  consentito dall'agiografia ufficiale risale al 1997, e contempla Pino Stillo e Pino Commodari mentre strepitano contro l'acquacoltura, citando De Gregori, in piazza e dalle pagine del Foglio di Militanza Comunista (cfr. FMC 25.05.97 pagg. 4/5). 
Eppure, costoro non sono esattamente gli ultimi arrivati, il "rinnovamento che avanza": la loro carriera di amministratori, al lavoro per il nostro bene, inizia ventidue anni or sono, con la lista della "Tromba". Eletti con quella lista, nel maggio 1988 (sindaco Samà), saranno vicesindaco il primo (fino alla cacciata, per lotta intestina), e assessore alle finanze (cioè al dissesto) il secondo.
Ma cosa c'era scritto, nel programma della "Tromba", a pag. 5, nel 1988? Ecco il riquadro originale:


"Riteniamo di grande utilità l'attuazione dell'impianto di acquacoltura prevista nel PRG...risposta concreta ai problemi dell'occupazione...S.Andrea punto di riferimento..." ecc.
Bisognava dunque fare l'acquacoltura, non verso Alaca come poi è stata fatta, ma direttamente al Vallone di Bruno, e non per opera di una cooperativa.
Chi era, allora, il benefattore che aveva proposto al Comune, perché fosse incardinato nel P.R.G., un progetto così convincente da essere considerato "risposta concreta ai problemi dell'occupazione", e come tale recepito nel programma della Tromba per le nuove elezioni del 1988? Ecco l'organigramma, preso dalle carte mandate allora al Comune:


Ed ecco la promessa, il pronostico, la buona novella: 29 assunzioni a tempo indeterminato, e 23.000 giornate annue a tempo determinato:


Se molte suggestioni di questo disegno suonano familiari, e ricordano da vicino il protocollo d'intesa e il correlato progetto preventivo di oasi naturalistica siglato tra Amministrazione comunale e Legambiente nell' aprile 2007 ("...Oltre che dalla famiglia Montesi, proprietaria della superficie interessata dal progetto di istituzione di area naturalistica, l’idea è sostenuta dall’amministrazione comunale di S. Andrea Apostolo dello Jonio, Legambiente ed Aiab [...] le ricadute occupazionali potranno essere comunque significative, in particolare si prevede l’impiego di guide storico-naturalistiche...corsi di formazione professionale...possibile costituzione di una Cooperativa..." eccetera eccetera) è perchè i protagonisti sono sempre loro: certi "amministratori", ieri trombettisti oggi primaveristi, da una parte, e la famiglia Lucifero/Montesi dall'altra. In un intreccio ormai antico, che agli andreolesi è costato caro, come sa bene chi si ricorda del cavalcavia realizzato al Vallone di Bruno al posto del sottopasso Cupito (per il quale le Ferrovie chiesero i danni al Comune), del capannone della “Sentinella” dei Lucifero, e del disastro (accettato senza battere ciglio) del taglio di migliaia di ulivi secolari ad “Unusa” e a “Taverna”. Un intreccio infine, e questo è solo uno dei paradossi, fattosi assai stretto, come si vede dalle carte, proprio nel periodo in cui si stavano arbitrariamente occupando i famosi 113 mila mq di terreno, quando fare tempestivamente il proprio dovere di amministratori, invece di ammiccare a questi disegni, avrebbe forse reso inutile la farisaica chiamata a un sit-in di protesta in costume da bagno vent'anni dopo.

Noticina finale: come faccio io ad avere queste carte? Risposta: le ho perché me le diedero loro, chiedendomi di parlarne alla Festa dell'Unità, in Marina, il 13 agosto 1988. Moderava il dibattito Cesare Ranieri. C'erano seduti accanto a me Vittoria D'Alò, Sergio Genco, Mimmo Frustagli, il sindaco Samà.  Credevano che avrei esclamato, assieme a loro, "Viva Montesi"! Invece dissi che restava "aperta la questione del latifondo, legato alla nostra storia come un tacco di oppressione e sfruttamento sul collo della nostra gente", e che "non potevamo dimenticare".
Don Primo Mazzolari ha scritto che chi non è rivoluzionario a vent'anni è senza cuore, ma, dopo i trenta, si rischia di essere senza testa. Io nel 1988 avevo ventidue anni, e, forse, un grande cuore. Però non mi hanno abbindolato. Neanche allora.

martedì 23 marzo 2010

Bocciati!



Programma elettorale di "Primavera Andreolese" del 2000, pag. 4:
"[...] è necessario...il completamento della sistemazione di Via Cassiodoro...con realizzazione di un campo di bocce..."

Programma elettorale di "Primavera Andreolese" del 2005, pag. 7:
"[...] rione Cassiodoro con la realizzazione in corso di un campo di bocce..."

Programma elettorale di "Primavera Andreolese" del 2010, pag. 9:
"[...] rione Cassiodoro (Largo degli Argagnari) con la realizzazione in corso di un campo di bocce..."

la "realizzazione in corso":


martedì 16 marzo 2010

Chi specula sul bisogno di lavoro


Con un'interpellanza del febbraio 1997 (cioè sostanzialmente 14 mesi dopo l'insediamento dell'amministrazione Cosentino) l'allora movimento “Governo Comune” inaugurò una campagna secondo la quale i posti vacanti, nella pianta organica comunale erano addirittura 11, mentre l’amministrazione del tempo non voleva, chissà poi perché, procedere alle assunzioni.
Ad agosto del '98 il movimento diffuse anche un opuscolo dettagliato intitolato “Assunzioni: si continua a perdere tempo”. Proclamava Governo Comune: “gli undici posti di lavoro disponibili in Comune non hanno presentato, fino ad oggi, quel carattere di priorità che noi gli abbiamo riconosciuto e continuiamo a riconoscergli…”.

Chiuso il dissesto a fine 1999, e chiusa, ad aprile 2000, l'esperienza dell'amministrazione Cosentino, si inaugurò il decennio delle "priorità riconosciute": il programma di Primavera Andreolese del 2000, infatti, prendeva l'impegno, a pag. 5,


"per la copertura in tre anni di tutti i posti liberi e disponibili in pianta organica attraverso assunzioni a tempo indeterminato e comunque, per quelli a tempo determinato, mediante il ricorso all'ufficio di collocamento...".
Cinque anni dopo, queste parole avevano già rivelato la loro natura di demagogia al vento: senza problemi di dissesto, ed essendo intervenuti diversi pensionamenti, se la panzana dei posti vacanti in pianta organica fosse stata una cosa seria, il loro numero sarebbe addirittura aumentato. Viceversa, di "posti disponibili" nel programma di Primavera Andreolese del 2005 non c'è traccia. Appare invece, al capitolo "lavoro" (pag. 3) la fantastica "Mirabilandia", la città dei giochi da realizzare accanto al Villaggio Sant'Andrea.

Oggi, mentre rifanno lo stesso giro, basterebbe questa storia per dare un giudizio definitivo sul loro modo di intendere e fare la politica. Sulla loro arrogante strategia, spinta fino alla speculazione più triste, quella fatta su un diritto e un bisogno fondamentale come il lavoro. E basterebbe guardarli in faccia, dopo dieci anni, e ricordare. Rendersi conto di esser stati presi per i fondelli, e insultati. Una volta, due volte, più volte. Troppe volte.

martedì 1 aprile 2008

Barzellette...interpoderali



Programma Opere Pubbliche 2002-2004:




Programma Opere Pubbliche 2007-2009:
  


"Pastiticò", "Maddalena-Campo", "Malarra-Tralò"...questa non è semplice dappocaggine e inattività amministrativa. Questa è incapacità assoluta di qualsiasi programmazione, è mancanza persino della voglia di inventarsi almeno qualcosa di nuovo da scrivere ogni tanto sulle carte. Siamo ben oltre la strafottenza e il malgoverno: siamo alla barzelletta, la stessa barzelletta raccontata per dieci anni.
Solo che non ride più nessuno.

mercoledì 31 gennaio 2007

Alla luce del sole


Ecco un documento coperto da segreto, nel paese dei paladini della trasparenza:



Il documento, recuperato fortunosamente, è estremamente interessante, non tanto per i deliri che contiene (chiama "straordinaria vittoria elettorale" una partita giocata a porta vuota, fantastica su "radicamenti di forze" ed "elementi che contraddistinguono", blatera su presunti "tentativi destabilizzanti"... insomma tutto l'armamentario retorico classico dello stalinista di paese), quanto perché per la prima volta si parla, con linguaggio sorvegliato e prudente, di "insoddisfazione", "rallentamento", "programmazione da riconquistare", "necessità di maggiore impegno" ecc.

Ovviamente, trattandosi di tabù che contraddicono la propaganda ufficiale, su questa lettera è stato mantenuto un rigoroso segreto. Il Foglio di Militanza Comunista, uscito esattamente 6 giorni dopo, non ne fa alcun cenno, anche se l'analista attento può scorgere segnali di insofferenza, affidati a penne di "nuova generazione". Nella bacheca di Rifondazione, a cura dei soliti solerti esecutori, ne è stata pubblicata una versione addolcita e corretta.

Dell'incontro tra delegazioni e sindaco di cui si parla, mai fu dato sapere. Come abbiamo poi perso quei famosi "treni" (e tanti altri ancora), ciascuno lo può verificare da solo, su di sé. Una cosa è certa: la partecipazione, la democrazia, l'onestà intellettuale, la serietà della politica, sono un'altra cosa.  

martedì 26 ottobre 2004

Un pozzo profondo, ma pieno di fandonie


Quella del “pozzo” in Marina è stata la più penosa delle tante speculazioni di Primavera Andreolese. Penosa perché portata avanti per tutto il decennio, cambiando ripetutamente le carte in tavola, e perché, come vedremo, pur contraddetti dalle evidenze, hanno sempre continuato a mentire, ben sapendo di mentire.

L’amministrazione Cosentino, com’è noto, aveva lasciato in eredità un’opera (pozzo e condotta di avvicinamento, impresa Spinzo) costata 150 milioni di fondi di bilancio. Non fu trovata la quantità d’acqua sperata. Il sindaco dell’epoca fu accusato di aver fatto scavare in un punto diverso da quello indicato dal geologo. “E così – dichiarò il vicesindaco Stillo al “Quotidiano” del 29 agosto 2000 (dichiarazione che si accompagnava all'abituale autoincensamento per il presunto "ricco programma di manifestazioni estive che ha registrato il pienone") – l’amministrazione si vedrà costretta ad usare i 600 milioni d’avanzo nel conto consuntivo 1999, per realizzare il pozzo nel sito iniziale”.

Pochi mesi dopo (Consiglio comunale del 28 dicembre 2000, e pubblica assemblea del 31 gennaio 2001) il sindaco in persona raddoppiava: i nuovi pozzi promessi diventavano addirittura due. Veniva conferito incarico all’ing. Nino Stefanucci, a marzo 2001.

Intanto l’amministrazione decideva l’allaccio (dopo una prima analisi dell’acqua, per loro stessa ammissione, “sommaria”) al pozzo agricolo di un privato, in località Crapezzone. ”Esisteva già - affermerà il sindaco — non l’abbiamo inventato noi. Però noi abbiamo deciso di sfruttarlo”. Naturalmente nemmeno la condotta idrica, e la rete elettrica utilizzate, avevano inventato loro. Anche quelle esistevano già, e facevano parte, assieme ai soldi rimasti e utilizzati per allungare l’allaccio fino a Crapezzone, del famoso lavoro di 150 milioni dell’amministrazione precedente, che si rivelava quindi, a ben guardare, indispensabile, nella sua parte più importante. Non a caso, il 24 febbraio del 2002, oggetto delle lagnanze del sindaco, in assemblea pubblica, non era più il luogo scelto per scavare il vecchio pozzo, ma le dimensioni della condotta realizzata dal suo predecessore, capace di portare “solo” 12 litri al secondo. “Presto avremo un pozzo – annunciava con solennità – capace di fornire 30 litri al secondo d’acqua potabile, che ci permetterà di affrancarci dalla fornitura della Regione”.

Con la certezza di tale affrancazione, tutti si rilassano per circa due anni e mezzo, eccezion fatta per i guerriglieri di Civitas che continuano a “turbare l’ordine pubblico” pronunciandosi su queste (e su tante altre) promesse da marinaio.

Il 27 settembre 2004, tre anni e mezzo dopo l’assegnazione, viene revocato all’ing. Stefanucci l’incarico per la realizzazione dei 2 pozzi. Motivazione: “non ha ottemperato agli adempimenti affidatigli”, e, nel frattempo, l’amministrazione si è allacciata a Crapezzone, “i cui lavori – ammette finalmente questa delibera - necessari a tale utilizzazione sono stati eseguiti e spesati...” dalla precedente amministrazione! Vediamo tutto il documento:


Fine della storia? Non proprio. Come abbiamo visto sopra, dopo la revoca, con i soldi risparmiati, l’amministrazione si decide per una nuova opera, “idrica e fognaria”. Chi sarà, dopo un mese, il professionista incaricato per un nuovo progetto da realizzare per via della mancata “ottemperanza agli adempimenti” di un altro? Delibera 93 del 26/10/2004: il professionista è sempre lui, l’ing. Stefanucci Nino, “tecnico di fiducia di quest’amministrazione”. Un “tecnico di fiducia” non si butta via solo perché, per una volta, non ha ottemperato alle ottemperanze! Leggere (o stampare) per credere:


Questa la cronologia, e le carte. A ciascuno il suo (libero) giudizio. Ai posteri la (non ardua) sentenza!


mercoledì 19 maggio 2004

Partecipazione? Due esempi...


1° esempio 
Con enfasi littoria, il sindaco, e il capogruppo Commodari, annunciano che il bilancio preventivo 2002, "per garantire la partecipazione", sarebbe stato redatto "in piazza", "con la gente". La parola d'ordine è una, e una sola: partecipare!
A tale scopo viene indetta un'assemblea popolare, nella Delegazione in Marina, il 24 febbraio 2002. Peccato però che il bilancio in questione fosse stato approvato dalla Giunta già il 20 di febbraio, con delibera n. 23. Cioè le scelte si fecero tenendo conto delle "proposte avanzate"...quattro giorni più tardi!
Per evitare questi disguidi, e non dover più ricorrere alla divinazione (considerata anche la monotonia ripetitrice dei "bilanci" che verranno), tale esperimento non sarà ripetuto. Il sindaco tenterà solo di smerciare, ancora una volta, una modalità un pò più comoda per tutti: "Manderò a casa di ogni cittadino copia del bilancio di previsione approvato questa sera" (Consiglio comunale del 19 maggio 2004). Naturalmente poi non arrivò alcunché, a casa di nessuno. Ma si trattò di risparmiare carta: nessuno aveva più voglia di...previsioni! 

2° esempio
Lunedì 8 luglio 2002 si tiene, all’insaputa di tutti, un Consiglio comunale importante. L’amministrazione non ha convocato i cittadini, e non ha affisso manifesti di avviso. Motivo? Quella volta non volevano essere ascoltati! Bisognava fare in modo che il minor numero di persone possibile assistesse ad una figuraccia: quella che toccava fare ad un’amministrazione pronta a modificare, in seduta ben chiusa,  una delibera approvata solo una settimana prima, il 30 giugno, in seduta strombazzata e aperta al pubblico.
Viene in mente un celebre passo della malinconica lettera di Francesco Mirarchi, costretto a cedere il passo al settimo dei non eletti (vedi post con data 28.06.98): "...dissero che dell'opinione pubblica se ne infischiavano, per non usare altro termine..."
Il 30 giugno si era discusso, erano stati accolti due interventi dal pubblico, e si era deliberato. Subito dopo la maggioranza, che aveva votato compatta, si era precipitata a cambiare il deliberato stesso fuori dall’aula del consiglio.
I più informati dicono che il leader maximo Commodari impose, per l'ennesima volta, il proprio diktat. Di sicuro ci furono, fuori dal municipio, lunghe e rabbiose dispute notturne, e, a "botteghe oscure", lunghe e rabbiose riunioni diurne.
"Ci abbiamo riflettuto meglio", scrissero nella bozza di delibera per la settimana dopo. E la maggior riflessione, si sa, è la chiave per arrivare alla sapienza.

Di sicuro, al di là del riso amaro, e di qualsiasi esempio, rimane il fatto che Primavera Andreolese, fin dagli esordi, ha sempre messo a punto le sue strategie (parlare di "decisioni", cioè di un'attività comunque rivolta agli interessi pubblici, sembra, dopo questi dieci anni, davvero troppo) bene al chiuso, lontano da ogni consiglio, e da ogni assemblea. Con buona pace di tutta la retorica profusa, e della ben nota, nauseante, propaganda.
Sic transit gloria consiliarum comunalarum apertarum!